PERCHE’ STUDIARE ASTRONOMIA?

La prima risposta è perché lo si è sempre studiato Astronomia.

Può sembrare banale ma, oggi come ieri, a problemi come fame, povertà, energia e riscaldamento globale, la tecnologia applicata alla ricerca astronomica,  possono offrire benefici a lungo termine che sono importantissimi per la società e la sopravvivenza.

Diversi studi hanno inoltre dimostrato che investire nell’educazione scientifica, la ricerca e la tecnologia offrono un grande ritorno economico e culturale. Inoltre, indirettamente, portano vantaggio per la popolazione in generale; lo sviluppo scientifico e tecnologico di un paese o di una regione è  – infatti – strettamente legato al suo indice di sviluppo umano – una statistica che è misura dell’aspettativa di vita, istruzione e reddito.

Lo studio dell’astronomia contribuisce alla tecnologia, all’economia e alla società sviluppando e promuovendo costantemente strumenti, processi e software che vanno oltre le nostre attuali capacità. Questo vantaggio non riguarda solo l’astronomia, ma influenza anche le  altre discipline scientifiche.

“Forse non esiste una dimostrazione migliore della presuntuosa assurdità di molte concezioni umane di fronte all’immagine del nostro mondo così lontano e piccolo. Per me, ciò mette in evidenza la responsabilità che abbiamo di essere più gentili l'uno con l'altro, per preservare e amare questo pallido puntino blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto``. Carl Sagan

I risultati della ricerca astronomica vengono tradotti e applicati all’industria,  ai processi di imaging e nelle comunicazioni: i sensori per il rilevamento di immagini astronomiche ora sono disponibili anche sulle telecamere personali, le webcam e molti cellulari.

Il settore aerospaziale condivide la maggior parte della sua tecnologia con l’astronomia:

dallo sviluppo dei telescopi spaziali, all’acquisizione di informazioni per la difesa, fino ai satelliti GPS (Global Positioning System) che si basano su oggetti astronomici, come ad esempio quasar e galassie distanti, per determinare posizioni precise.

Lo studio dell’astronomia coinvolge anche il settore energetico, la cui ricerca ha lo scopo di trovare nuovi combustibili fossili e valutare la possibilità di nuove fonti di energia rinnovabile.

Anche la medicina ha potuto sfruttare le tecnologica sviluppata in campo astronomico, applicando le tecniche sviluppate dal radioastronomo e premio Nobel, Martin Ryle alla risonanza magnetica (MRI), alla tomografia ad emissione di positroni (PET) e molti altri strumenti di imaging medico.

Nella vita di tutti i giorni ci sono molte cose che le persone incontrano quotidianamente e che derivano tecnologie astronomiche. Forse l’invenzione “astronomy derived” più comunemente usata è la rete locale wireless (WLAN).

Anche l’arte beneficia dell’astronomia: infatti uno spettrometro gammaray –  originariamente utilizzato per analizzare il suolo lunare –  è stato utilizzato per sondare in modo non invasivo  l’indebolimento strutturale di edifici storici o per guardare dietro fragili mosaici, come nella Basilica di San Marco a Venezia.

La ricerca astronomica unisce le nazioni, incoraggiando la collaborazione e creando un flusso costante di ricercatori che  viaggiano  in tutto il mondo per lavorare in strutture internazionali. Fin dal 1887, anno in cui gli astronomi di tutto il mondo si sono riuniti per mettere insieme le immagini dei loro telescopi al fine di creare la prima mappa di tutto il cielo,  ci sono state collaborazioni internazionali in astronomia e non è un caso che nel 1920, l’Unione Astronomica Internazionale divenne la prima internazionale unione scientifica.

Ad oggi la maggior parte degli osservatori attuali e previsti sono di proprietà di diverse nazioni, così come l’ISS è il frutto della collaborazione di più agenzie spaziali e ospita elementi di equipaggio provenienti da ogni parte del mondo.

Sebbene lo studio dell’astronomia fornisca un patrimonio di tangibile, monetario e vantaggi tecnologici, forse l’aspetto più importante non è di misura economica. L’astronomia ha e continua a rivoluzionare il nostro pensiero su scala mondiale.

Insomma, da quando Copernico ha  scandalosamente affermato che la Terra non è il centro dell’Universo, si è  innescata una rivoluzione. Una nuova visione del mondo attraverso la quale religione, scienza e società hanno dovuto adattarsi, una prospettiva unica che amplia i nostri orizzonti e aiuta a scoprire la grandiosità dell’Universo e il nostro posto al suo interno. Ci ispira con belle immagini e promette risposte a grandi domande. Funge da finestra sull’immensa dimensione e complessità dello spazio, mettendo la Terra in prospettiva, promuovendo   la cittadinanza globale e orgogliosa del nostro pianeta natale.

Insegnare astronomia giovani è di grande valore.